Zone e Attrazioni

Il Castello di Himara - La vecchia città di Himara, il Kastro (Castello) di Barbacàs, costituisce di per sé un monumento importante che necessita protezione immediata per non subire danni irreparabili. È abitata immancabilmente dalla sua costruzione, con i segni della continua presenza umana da oltre 3500 anni e le sue importanti attrazioni raggiungibili. Qui s’incontrano molte chiese Bizantine, palazzi e vecchie case, sentieri di pietra e, naturalmente, i resti delle mura Ciclopiche con i giganteschi massi erratici trapezoidali e blocchi poligonali...segni preistorici della terra di Febo.

Chiesa di Panagia di Kassopitras - Una chiesa Bizantina del 16° secolo situata sul lato sud-occidentale del castello di Himara. Prese il suo nome dall'icona della Vergine Maria, che veniva dalla chiesa di Panagia di Kassopitras a Kassiópi al nord di Corfù. L’icona, veniva considerata miracolosa e in periodi di siccità gli abitanti di Himara la portavano in processione cantando, e ogni volta, dopo un po’ cominciava a piovere fortemente. La decorazione delle pareti comprende affreschi, oggi in cattivo stato, risalenti allo stesso periodo della costruzione e un tempio di pietra veramente unico.

Chiesa della Diocesi - La sede episcopal - Chiesa bizantina situata all'interno delle mura ellenistiche del castello di Himara con un'architettura ricca e unica. L'edificio della diocesi è fondato su un antico edificio che si ritiene che fosse il tempio di Apollo. Qui è stata trovata la scritta in greco antico "ΦΟΙΒΟΣ ΑΠΟΛΛΩΝ ΧΙΜΑΙΡΑΝ ΕΠΟΛΙΣΕΝ" vale a dire: Febo Apollo fondò la città di Chimaera. Davanti al palazzo in rovina della diocesi, su entrambi i lati dell'ingresso, adorna una l’aquila bicipite bizantina scolpita in marmo con le corone imperiali sulla parte superiore.

IL Torre di Spiromilio – L'antico palazzo della famiglia Spyromiliou che svolse un ruolo importante nella storia di Himara. Il maggiore Spyros Spyromilios nacque nel 1864 a Himara ed era un ufficiale della Gendarmeria Greca e nel 5 novembre del 1912, e mentre si trovava a Corfù, gli fu dato l’ordine di sbarcare a Himara.

Spyromilios con 2000 volontari principalmente abitanti locali ma anche cretesi, liberò la città e tutta la provincia di Himara. Grecia con la fine delle guerre balcaniche fu costretta a ritirare il suo esercito dell’Epiro del Nord

però Spyromilios, il 9 febbraio 1914, non eseguì l'ordine del ritiro e proclamò l'autonomia della regione. Più tardi fu eletto deputato al Parlamento Greco, e si occupò particolarmente con la questione del Nord Epiro e la sua città natale, Himara. Spyromilios si ritirò nel 1926, con il grado di Colonnello. Morì ad’Atene nel maggio del 1930.

Chiesa di Ognissanti (Agioi Pantes) - La chiesa fu costruita su iniziativa di San Cosma d'Etolia, intorno al 1775, all'ingresso del Castello di Barbacàs. Il Patrokosmàs andando a Himara vide che ogni famiglia aveva la propria chiesa, già furono 150, (una per ogni santo) e gli abitanti andavano in chiesa separatamente. I più vecchi dicono che la domenica e nelle feste suonavano 300 campane nel paese. Il Santo combatté e volendo conciliarli, li esortò a costruire una per tutti i santi,e li convinse di andare tutti insieme in chiesa. Gli anni del comunismo e del regime ateo, la chiesa di Ognissanti diventò magazzino della cooperativa e subì gravi disastri. Completamente riparata e con il suo imponente campanile,funziona di nuovo come la metropoli ortodossa di Himara.

La Scuola Acroceraunios - La scuola Greca di Himara fu costruita lo stesso periodo con la chiesa di Ognissanti al 1775 e si trova nel suo cortile esterno quando San Cosmas d'Etolia consigliò gli abitanti di non costruire altre chiese ma scuole. Dopo la seconda Guerra Mondiale, i Cimariotti sono stati vittime di persecuzioni come il resto dei membri della minoranza etnica Greca. Il regime dell'Albania chiuse la scuola e proibì qualsiasi insegnamento della lingua greca. Dopo molti anni di sforzi, e dopo la decisione del Consiglio dell'UE, una scuola privata greca a Himara è stata inaugurata il 5 maggio del 2006, quasi 60 anni dopo. La Scuola Acroceraunios oggi funziona di nuovo per i suoi abitanti indigeni.

Monastero di Panagia Aithaliotissas - Sul versante della montagna, sopra di Himara, c’è il vecchio monastero di Panagia Aithaliotissas. Athali, come lo chiamano in un altro modo gli abitanti, è un luogo di pellegrinaggio alla Beata Vergine. La chiesa e il monastero, fu costruita nel 1795 e dispone di diversi edifici nella sua zona circostante. Nonostante siano stati danneggiati gli affreschi che decorano le mura interne sono di notevole interesse. Il monastero di Athali celebra il Ferragosto, dove gli abitanti di Himara si riuniscono lì per festeggiare con una grande celebrazione. La città di Himara da là su si estende letteralmente ai vostri piedi e la vista è spettacolare.L'accesso è possibile a piedi tramite una nuova strada.

Il Monastero di San Teodoro - Drymadon - Tra i villaggi Liates e Drymades, su una collina con splendida vista sul mare, si trova il monastero di San Teodoro, noto per le decine di miracoli ai fedeli. Fu costruito nel 14° secolo sopra l'antico tempio del dio Zeus e della Dea della caccia Artemide, ma non fu completato ma solo quasi 500 anni dopo. Nel 1946 fu abbandonato a causa del regime e poi divenne un avamposto militare dei sovietici e dell’esercito albanese...Oggi, una nuova strada asfaltata conduce al monastero.

Monastero della Vergine Maria-Panagia Drymadon - Il monastero della Madonna in cima al villaggio di Drymades, bianchissimo si distingue per la sua architettura caratteristica. È una Basilica a tre navate con pavimento bizantino in legno, e con un nartece unico. I suoi affreschi interessati, che restano ancora in buone condizioni, sono stati assegnati dal Arcivescovo di Himara e di Delvino, Giovanni nel 1781. La vecchia chiesa del Monastero della Vergine Maria con una cupola in stile bizantino risale al 14° secolo.

Baia di Grammata - Al nord di Palassa, sul omonimo promontorio, e sull’insenatura vicina, sulle rocce della spiaggia ci sono più di 1500 epigrafi incise, tutte scritte in greco, lettere e simboli. È chiaro che, la designazione Grammata (lettere) sulla baia, è associata alle epigrafi. Lo studio delle epigrafi mostra che la baia serena non costituiva solo un rifugio per i marinai che si rifugiavano lì per sfuggire dalle tempeste ma era un vero e proprio luogo di pellegrinaggio e di culto dei Dioscuri, i figli gemelli di Zeus, patroni dei marinai e delle navi. Le epigrafi appartengono agli ultimi secoli a.C. e nella maggior parte dei casi, viene utilizzata la formula "Εμνήσθη παρὰ τοῖς Διοσκόροις"...e seguono i nomi in generale: questo dimostra che i viaggiatori non visitavano casualmente Grammata. La baia con la denominazione "Grammata" esiste anche a Siros, dove ci sono state trovate delle epigrafi simili sulle rocce,ma più tarde. L'accesso alla baia di Grammata è possibile solo via mare.

Epigrafi Grammata - Una delle tante epigrafi in Grammata dedicate ai Dioscuri. I Dioscuri (Διός «Zeus» + Κούροι «figli»), Castore e Polluce erano figli gemelli di Zeus e di Leda e fratelli di Elena di Troia. Erano Dei della luce e per i Greci personificavano la virtù, il coraggio e la generosità. Erano patroni delle navi e dei marinai. Essendo cresciuti al cortile del re di Sparta, erano particolarmente importanti per gli Spartani, i quali li avevano collegati con l'istituzione spartana del regno duale, dove li adoravano e li onoravano come Dei protettori. Quando stavano per incontrare il nemico, cantavano sempre in loro onore. La leggenda dice che una volta trovarono rifugio in una grotta marina della baia e là

in un santuario marittimo, vennero adorati fin dall'antichità. Riferimenti storici parlano di una grotta di culto impressionante con numerose iscrizioni correlate alla navigazione e la navigabilità.

Il Castello di Panormo (Porto Palermo) - Al sud di Himara su una piccola penisola all’interno dell’omonima chiusa e sicura baia si trova il castello di Panormo. Una fortezza naturale, che i locali la chiamano semplicemente Castrì. Si crede erroneamente che sia stato costruito nel 19° secolo da Ali Pascià di Giannina, ma in realtà il castello fu costruito sul progetto di un architetto militare Francese, sulle rovine di una fortezza molto più antica del 1453 e al posto di un antico monastero che esisteva lì secondo la descrizione del viaggiatore inglese Leake. Ha la stessa forma triangolare equilatera con torri esagonali ad ogni estremità ed una pentagonale in centro, con la fortezza veneziana di Vivari a Buthrotò (Butrinto), probabilmente dello stesso periodo. All'ingresso della fortezza, Ali Pascià ordinò di mettere una placca in pietra, con una poesia in suo onore, scolpita in lingua demotica greca della regione. Ora,il castello di Panormo viene conservato in ottime condizioni e costituisce uno dei più importanti monumenti culturali, storici e turistici della zona.

Chiesa di San Nicola - Agios Nikolaos - Vicino al collo della penisola, all'inizio dell'istmo di Palermo, vi è una piccola chiesa dedicata a San Nicola. La chiesa è associata a varie storie e leggende, con la costruzione del castello. Fu costruita su ordine di Ali Pascià, in sostituzione di quella che fu demolita per costruire il castello. Nonostante il fatto, che lui era musulmano, mostrava un particolare rispetto per i monumenti sacri, perciò ordinò la ricostruzione della chiesa che aveva distrutto fuori della penisola. Un'altra piccola chiesa, dedicata a San Nicola, si trova sull’istmo di Panormo. Solo le rovine ricordano ormai la sua esistenza...

Vecchio Kiparò (Palaio Kiparò - Qeparo Alta) - Su in montagna in un posto scosceso si trova il Vecchio Kiparò, un vero e proprio museo di architettura locale con meravigliose vecchie case e chiese. L'intero villaggio è un'attrazione. Sorge ad un’altitudine di 450 metri ed offre una spettacolare vista sull’area circostante. L'architettura tradizionale, le strade lastricate, i monasteri e le vecchie chiese compongono un quadro magnifico. Di particolare interesse sono le epigrafi riferite al fondatore,in alcune vecchie case.

Monastero di San Demetrio - Agios Dimitrios - Al Kiparò inferiore ( il nuovo villagio di Qeparo) bianco e restaurato il monastero di San Demetrio, con l'omonima chiesa, fu costruito intorno al 1730. Il pulpito ed i leggii sono raffinati esempi dell'arte di intaglio del legno del 18° secolo; L'imponente iconostasi di legno, dove sono scolpiti angeli e foglie spinose, costituisce una gran ricchezza culturale per il paese, ma purtroppo è rimasto più volte vittima di commercio illecito di antichità da parte di diversi aspiranti.

Il Castello di Sopoto- Vicino al villaggio Borsi,sulla sommità del colle si trovano le rovine del castello di Sopoto. E 'una fortezza di epoca Ellenistica e Bizantina,ad’ un'altezza di 250 metri e ad’ una distanza di 3km dal mare. Prese il suo nome dalla collina sulla quale si trova (Sopoto significa luogo con acque correnti,fonti d'acqua). Originariamente fu costruito nel 3°-4° secolo a.C. ma a causa dei danni estesi che aveva subito,fu ricostruito nel Medioevo,quando prese il suo nome attuale. In tempi antichi la zona si chiamava Meandria. Sulla collina, gli scavi portarono alla luce numerosi reperti di quest’antica città, come le fortificazioni del 4° secolo a.C., molte

case ma anche la necropoli dell’antica Meandria con tombe semplici e monumentali con cupole cilindriche e una pletora di ceramiche dell'epoca ellenistica, anfore, skyphoi, pelike, lekythe, cratere, vasie, lance ecc...Tra questi, un simbolo del fulmine di ferro e due foglie di ulivo d'oro. I reperti archeologici risalgono intorno al 280-275 a.C. L'accesso al Castello di Sopoto non è facile ed è possibile solo a piedi.